Nel nome una storia

di adozioni felici, segreti, speranze 

Saba arriva dall’Etiopia, in Italia trova una madre, un padre, un fratello, una casa. Maria è una bambina abbandonata in un brefotrofio di Savona nel 1925, viene adottata da una famiglia, ma a scuola sarà sempre “la figlia di N.N.” Ormai adulta, sentirà il bisogno di cercare la madre biologica, di riannodare fili che parevano spezzati per sempre.

In scena le storie rivivono nel racconto della madre di Saba e della figlia di Maria, nella realtà e sulla scena Carla Peirolero, e si intrecciano ad altre, tra memorie fragili, affetti ritrovati e vuoti da colmare. 

Ho sempre ascoltato da mia madre la storia della sua adozione ad appena 6 mesi, dell’incontro successivo con la madre biologica, riuscendo a capire molto della sua emotività. Ho visto riflesse nella sua le vite di tante e tanti come lei. Raccontarle è un atto d’amore, ma anche un gesto politico.
Dall’intervista di Angela Calvini a Carla Peirolero, Avvenire

Man mano la narrazione si fa più ampia, metafora della Famiglia e della Società stessa, sguardo sulle lotte soprattutto femminili. Un giusto richiamo su conquiste di tutti che l’oggi sembra voler mettere purtroppo ancora una volta in discussione. Lo spettacolo è capace di farlo, fors’anche perché interamente realizzato da sole donne, con una intensità, con una delicatezza, una dolcezza inaspettata, ma soprattutto con una affettività che si fa empatia.
Maria Dolores Pesce, Gagarin

Due vicende vere, intense, capaci di attraversare il tempo e arrivare fino a noi. La regia di Marcela Serli dona ritmo, accentua i drammi senza appesantire (…). Il risultato è un’esperienza emozionante, un reportage poetico. Un altare laico su cui vengono deposti il dolore e l’amore di due percorsi di adozione.
Simone Pacini, fattiditeatro

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Info su Nel nome una storia

Debutto: nell’ambito del 27° Suq Festival Teatro del Dialogo, alla Chiesa di San Pietro in Banchi (Genova) il 21 giugno 2025 (prima nazionale), con replica il 22 giugno.

Nel nome una storia

un’idea di Carla Peirolero
cura drammaturgica di Irene Lamponi 
dal libro Ti racconto com’ero (Il Canneto)
di Emilia Marasco


Interpreti

Irene Lamponi
Carla Peirolero


Regia 

Marcela Serli

Assistente alla regia 

Sara Cianfriglia


Scenografia

Arianna Sortino


Produzione

Suq Genova Festival e Teatro


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